AGEVOLAZIONI per l’assunzione di personale dipendente

Egregio IMPRENDITORE, 

questa è una lunga comunicazione ma molto utile per valutare quali agevolazioni sono in scadenza al 31 dicembre 2016 e che sono interessanti nel caso tu voglia stabilizzare alcuni tuoi collaboratori. Per questo ti chiediamo di leggere con attenzione e fino in fondo questa comunicazione.

Con l’avvicinarsi del termine dell’anno ed il varo della Legge di STABILITÀ/BILANCIO per l’anno 2017 riteniamo utile sottolineare alcune delle agevolazioni all’assunzione di personale dipendente che verranno meno con il prossimo 31/12
  •  1) Agevolazioni derivanti dall’assunzione di soggetti mobilità (art. 8 c2/art 25 c9/art 8 c 4 legge 223/91) ovvero loro “trasformazione” a tempo indeterminato;

  • 2) Datore occupante fino a 9 dipendenti che assume apprendisti dal 01/01/2012 al 31/12/16 (legge 183/11-art 22) per il quale si poteva abbattere ulteriormente la contribuzione;

  • 3) super bonus GaGi (decreto direttoriale 16 / 2016) per l’assunzione di giovani ex tirocinanti extra-curriculari terminati entro il 31/01/2016;

  • 4) incentivo biennale (legge 208 / 2015) dal pagamento dei contributi INPS a carico azienda nel limite del 40,00% dei medesimi e comunque di 3.250,00 euro all’anno per lavoratori che non siano stat occupati presso la stessa (o altra) azienda nei sei mesi precedenti, come lavoratore dipendente a tempo indeterminato e che vengonoassunti a tempo indeterminato (o trasformati a tempo indeterminato) ;

  • 5) lavoratori in CIGS (DL 148 / 1993 art. 4 c.3) da almeno 3 mesi occupati in azienda beneficiarie di CIGS da almeno 6 mesi per i quali in caso di assunzione spetta un incentivo pari al 50% dell’indennità di mobilità

Quindi, specificatamente in relazione al punto 4) incentivo biennale (BIEN) che verrà meno con le assunzioni e/o trasformazioni a tempo indeterminato che saranno effettuate a decorrere dal 01/01/2017, è forse opportuno fare delle valutazioni economiche che per pochi giorni di ritardo possono portare a conseguenze economiche assai diverse.

INVESTIRE NELLA STABILIZZAZIONE DEI CONTRATTI?

Questo lo spirito della presente comunicazione ovvero un invito a valutare l’opportunità di “investire” nella stabilizzazione dei contratti che sono già presenti in azienda o che intendete avviare con specifico riferimento a situazioni quali:

  1. assunti a tempo determinato,

  2. tirocini/stage,

  3. lavoratori “somministrati” a termine da Agenzie di lavoro interinale,

  4. contratti di collaborazione a progetto, come pure le c.d. mini co.co.co., vale a dire le prestazioni occasionali di durata complessiva non superiore a 30 giorni nel corso dell’anno solare salvo che il compenso complessivamente percepito nel medesimo periodo fosse superiore a 5 mila euro; infine le collaborazioni svolte dai percettori di pensione di vecchiaia,

  5. prestazioni svolte dalle cosiddette p. IVA “mono-committenti”, soggetti alla riconduzione nell’alveo delle co.co.pro. al mancare di certe situazioni e di conseguenza al lavoro subordinato in assenza di progetto,

  6. contratti di associazione in partecipazione di lavoro (tipologia di rapporto abrogata dalla decorrenza del 01/01/2016).

Proprio queste ultime tre categorie di lavoratori meritano particolare attenzione in quanto dal punto di vista esclusivamente formale si deve ritenere che:

– l’azienda possa assumere a tempo indeterminato il soggetto precedentemente occupato nell’impresa con contratti di co.co.pro. o associato in partecipazione, beneficiando dello sgravio contributivo triennale, tenuto conto che lo stesso lavoratore non è stato occupato presso la stessa (o altra) azienda nei sei mesi precedenti, come lavoratore dipendente a tempo indeterminato avendo operato invece come lavoratore autonomo;

– tale assunzione sia ascrivibile tra quelle finalizzate alla creazione di “occupazione stabile” in considerazione del passaggio dalla co.co.pro. / associazione in partecipazione al lavoro dipendente a tempo indeterminato;

Tuttavia, parallelamente a tali considerazioni di carattere formale, è necessario effettuare ulteriori valutazioni di carattere sostanziale, al fine escludere in particolare l’esistenza di elementi che, in caso di controlli ispettivi, possono portare al disconoscimento della natura autonoma delle prestazioni rese dal lavoratore quando era co.co.pro. / associato in in partecipazione con conseguente riconduzione delle stesse nell’alveo del lavoro subordinato a tempo indeterminato ed all’eventuale successivo e relativo disconoscimento anche dell’esonero contributivo fruito dal momento in cui sono stati assunti come lavoratore dipendente a tempo indeterminato.

Ecco che con la duplice finalità di promuovere la stabilizzazione dell’occupazione mediante il ricorso a contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato e di garantire il corretto utilizzo dei contratti di lavoro autonomo, il legislatore della riforma ha introdotto una sorta di «sanatoria» delle pregresse pseudo-co.co.co. e delle prestazioni svolte dalle cosiddette partita IVA. L’art. 54 del D.Lgs. n. 81/2015 prevede, difatti, che dal 1° gennaio 2016, i datori di lavoro privati che assumono con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato soggetti già parti di contratti di co.co.co./pro. ovvero titolari di partita IVA, potranno vedersi estinguere gli illeciti amministrativi, contributivi e fiscali connessi all’erronea qualificazione del pregresso rapporto di lavoro (ovvio però che nel 2016 l’esonero dal versamento dei contributi risulterà ridotto).

Affinché vi sia l’effetto estintivo previsto dalla procedura di stabilizzazione in parola debbono, tuttavia, essere rispettate due condizioni:

a) I lavoratori devono sottoscrivere atti di conciliazione in «sede protetta» (vale a dire in una delle sedi di cui all’articolo 2113, co. 4, cod. civ., ovvero innanzi alle commissioni di certificazione di cui all’art. 76 del D.Lgs. n. 276/2003);

b) Il datore di lavoro non può licenziare il lavoratore nei 12 mesi successivi (salvo che per giusta causa o per giustificato motivo soggettivo).

La norma fa in ogni caso salvi eventuali illeciti accertati dagli organi di vigilanza prima dell’assunzione del lavoratore.

Peraltro dallo scorso 1° gennaio 2016, nel rispetto sostanziale e formale di specifici indici, le collaborazioni coordinate e continuative possono essere ancora legittimamente svolte senza uno specifico risultato e, volendo, senza limiti di durata ma gli si applicherà la disciplina del lavoro subordinato qualora risulteranno carenti di autonomia operativa in quanto “si concretano in prestazioni di lavoro esclusivamente personali, continuative e le cui modalità di esecuzione sono organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro”.

Per quanto precede, in attesa delle novità 2017 (ma che vedranno l’assenza dell’incentivo BIEN), risultano operative le seguenti agevolazioni:

1) Legge 92 / 2012 art.4 c8-11 (abbattimento contributivo del 50,00% per 18 mesi) per:
a) donne di qualsiasi età, prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi e residenti in aree svantaggiate (sono state definite le areee per il periodo 30/06/2014 – 31/12/2020)
b) donne di qualsiasi età, prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi con professione o di un settore economico caratterizzati da una disparità occupazionale di “genere” di almeno il 25,00% in sfavore delle donne (decreto interm. 27/10/2016 per la definizione dei settori per il 2017)
c) donne di qualsiasi età, prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi
d) Over 50 (uomini / donne) disoccupati da almeno 12 mesi.

2) Giovani genitori (decreto 19/11/2010)

3) Lavoratore in NASPI (beneficio contributivo del 2o% di quanto avrebbe ancora percepito il dicossupato) art.2 c.10bis Legge 92 / 2012;

4) lavoratori assunti a tempo determinato per sostituzione di maternità in aziende sino a 20 occupati (art. 4 D.Lgs 151 / 2001);

5) incentivo assunzione lavoratori Disabili (art. 10 D.Lgs 151 / 2015)

6) lavoratori in CIGS da almeno 3 mesi occupati in azienda beneficiarie di CIGS da almeno 6 mesi per i quali in caso di assunzione a tempo pieno ed indeterminato spetta una agevolazione consistente nell’applicazione dell’aliquota contributiva propria degli apprendisti (10,00%) (art. 4 c.3 Legge 236 / 1993)

Ovviamente il vs Consulente C.N.A. alle “PAGHE” resta a disposizione per valutare e verificare insieme a voi le singole posizioni e quindi prendere le decisioni più opportune mentre per il futuro non mancheremo di tenervi aggiornati sulla materia.

PER INFORMAZIONI: 

ROBERTO PISTOLESI
pistolesi@cnapisa.it
349 2381099